Un assolo di Riccardo

Scamarcio dopo il successo di Ho voglia di te si racconta in un’intervista

Inutile dire che Ho voglia di te , al primo weekend di programmazione, è stato campione di incassi. Del film si è detto tutto, ma ora è giunto il momento di lasciare un po’ in disparte il bel tenebroso Step in favore di un più confuso Riccardo Scamarcio che si trova a fare il bilancio degli ultimi anni e ad affrontare una popolarità che non accenna a diminuire, anzi…

Step, dalla scuola alla vita: a te com’è andata?
A scuola andavo malissimo . Ho cambiato tre indirizzi: linguistico, ragioneria, istituto per il commercio. Poi, un giorno ho fatto uno spettacolo teatrale. Recitavo davanti a mille persone, sentivo l’odore del palcoscenico, vedevo il sipario, la luce rossa che si accendeva, avevo il cuore che mi usciva da petto. E’ stato un colpo di fulmine . Ho detto: ” Voglio fare l’attore “.

Quanto sono importanti le scuole di recitazione?

Fino ad un certo punto. Possono spiegarti molte cose teoriche , ma se non riesci a sentire il personaggio e a farlo tuo, puoi aver studiato tantissimo ma non serve assolutamente a nulla. Meglio fare tanta pratica .

Step, Nero, Manrico: in quale personaggio ti riconosci di più?

Mi diverto a cambiare continuamente i ruoli, lo faccio per vivere tutte le vite che non potrei mai vivere. Per La Freccia Nera , ad esempio, ho imparato ad andare a cavallo, tirare di scherma, mettere armature, tirare con l’arco. Insomma mi piace giocare , ma non mi riconosco in nessuno.

Le scene di sesso, come in Texas , ti hanno imbarazzato?
Sono un po’ toste da girare. C’è sempre un po’ d’imbarazzo da parte di entrambi. Il mio consiglio è di mostrarsi sempre per come si è, con i propri pregi e difetti e soprattutto avendo sempre il coraggio di esprimere la propria opinione , anche se ciò può costare molto.

A 27 anni hai già un grandissimo successo: come lo vivi?
Sono rimasto molto colpito quando a Milano tantissime ragazze si erano appostate per vedermi e gridavano il mio nome da lontano. Mi ha fatto un effetto veramente strano , anche se preferisco quando mi parlano piuttosto di quando mi fotografano con il telefonino trattandomi come un oggetto . Il successo mi è piovuto addosso all’improvviso: in realtà sono molto spaventato.

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