Riccardo Scamarcio: Un perfetto seduttore italiano

Esiste il “perfetto seduttore”? Il regista Luca Lucini pensa di sì e nel suo secondo film, “L’uomo perfetto” si affida allo charme di Riccardo Scamarcio, il ventiseienne di Trani già apprezzato nei panni del ribelle Step in “Tre metri sopra il cielo”, film diventato un vero e proprio cult tra i giovanissimi. Riccardo tornerà a breve in ruoli molto più forti: in “Romanzo criminale” sarà uno spietato killer di mafia, mentre in “Texas”, film che sta girando in questi giorni, lo vedremo imbruttito e tormentato, ma ora godiamocelo nei panni del bell’Antonio ne “L’uomo perfetto”.

Quanto ti sei divertito nel ruolo di seduttore in affitto?
Certamente molto, ma è stato anche impegnativo per certi aspetti. Dovevo rimanere credibile mentre mi rendevo sempre più ridicolo e credetemi non è stato affatto facile.

Pensi che in amore ci siano delle regole di comportamento?
Beh, come attore io vendo emozioni per mestiere, quindi sarei portato a dire di sì, ma se usi delle strategie nella vita reale, prima o poi viene comunque fuori come sei in realtà. Il consiglio generale è mostrarsi sempre per come si è, con i propri pregi e difetti e soprattutto avendo sempre il coraggio di esprimere la propria opinione, anche se ciò può costare molto.

Credi che in un rapporto sia sempre giusto dirsi tutto?
Credo che si possa godere di un buon rapporto avendo una totale complicità e mettendosi a nudo, dipende però dalle situazioni. A volte riconosco che mi è stato utile nascondere un lato del mio carattere.

Ti è mai capitato un incontro combinato come quello di Antonio e Maria?
Purtroppo (o per fortuna non so) non mi è mai capitato.

Caratterialmente come ti definiresti, un timido o un estroverso?
Diciamo una via di mezzo. Caratterialmente sono portato agli eccessi, o tutto o niente, non ho vie di mezzo in quello che faccio.

Il mondo dello spettacolo è pieno di personaggi creati a tavolino, dalle “boy band” ai “macho men” della domenica: cosa pensi di questa realtà?
Che può funzionare solo alla corta distanza. I personaggi creati in questo modo nascono e muoiono con la stessa velocità, ma ci sono sempre stati e probabilmente continueranno ad esserci. I ragazzi hanno tutto il diritto di sognare e di avere dei miti, il fatto è che oggi non hanno molta scelta.

E la scena dello spot in cui cammini seminudo per Milano? Spero per te che sia stata girata d’estate…
Purtroppo per me no. Era Novembre e per giunta uno dei giorni più freddi del mese.

Dopo tanti ruoli così diversi cosa ti piacerebbe fare?
Magari un film in costume, ambientato in qualche epoca storica.

C’è qualcosa che non faresti mai per lavoro, tipo scene piccanti o roba del genere?
Dipende dalla qualità dei lavori che mi vengono proposti, non dalle situazioni. Se la storia lo richiede posso anche spogliarmi.

Che effetto ti fanno le centinaia di lettere di ammiratrici e i tanti messaggi che ti arrivano via Internet?
Non può che farmi piacere. In particolare sono rimasto molto colpito quando a Milano per la promozione del DVD di Tre metri sopra il cielo tantissime ragazze si erano appostate per vedermi e gridavano il mio nome da lontano. Mi ha fatto un effetto veramente strano, anche se preferisco quando mi parlano piuttosto di quando mi fotografano con il telefonino trattandomi come un oggetto.

Ci parli dei due film in arrivo?
Sì, il primo è Romanzo criminale di Placido dove ho un ruolo molto pesante: sono “il Nero” un killer di mafia con una sua filosofia di vita cinica e spietata. Poi sto girando Texas di Paravidino dove recito con Valeria Golino e faccio un ragazzo di provincia un po’ bruttino e impacciato. Non mi riconoscerete…

A cura di Alessio Sperati

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