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LA FRECCIA NERA
su Canale 5 a partire dal 12 ottobre 2006 la prima puntata.

Era il 22 dicembre 1968, quando il 1° canale della Rai trasmetteva la prima delle sette puntate de «La Freccia nera» con Loretta Goggi e Aldo Reggiani. Ora, il celebre sceneggiato viene riproposto in una versione rivista e corretta e messo in scena con Martina Stella (21 anni) e Riccardo Scamarcio (26) per la regia di Fabrizio Costa. La storia, con qualche licenza, è sempre tratta dall'omonimo romanzo di Robert Louis Stevenson. Non siamo più in Gran Bretagna, ma in Trentino intorno al 1400. In lotta ci sono i fedeli dell'Impero contro i nobili legati al Papato. Sullo sfondo di numerose battaglie, nasce l'amore tra il giovane Marco (Scamarcio) e la bella Giovanna (la Stella). Quest'ultima, pur di partecipare alle battaglie, si traveste da ragazzo.

05-10-2006


Comunicato stampa
"Sono iniziate il 25 settembre, le riprese del film "Ho voglia di te" diretto dal regista spagnolo Luis Prieto ed interpretato da Riccardo Scamarcio, Katy Louise Saunders, Maria Chiara Augenti, Giulia Gorietti, Galatea Ranzi, Claudio Bigagli nei ruoli cui ci si è affezionati in "Tre Metri Sopra il Cielo" oltre a Filippo Nigro, una delle novità del cast.
Sarà Laura Chiatti ad interpretare Gin, la nuova protagonista femminile che farà perdere la testa a Step (Riccardo Scamarcio).
"Ho voglia di te" è tratto dall'omonimo romanzo di Federico Moccia (edito da Feltrinelli) che ha già venduto oltre 800.000 copie bissando lo strepitoso successo del cult "Tre Metri Sopra il Cielo", di cui è l'attesissimo seguito. Con l'uscita di "Ho voglia di te", lo scorso febbraio, anche "Tre Metri Sopra il Cielo" è tornato nuovamente nelle classifiche dei libri più venduti.
Prodotto da Cattleya, "Ho voglia di te" sarà girato a Roma e dintorni per otto settimane di riprese ed uscirà nelle sale a Marzo 2007 distribuito da Warner Bros. Pictures Italia.
La trama? In "Tre metri sopra il cielo" avevamo lasciato Step con una domanda: riuscirò mai a tornare lì, dove solo gli innamorati vivono, tre metri sopra il cielo? Le risposte stanno per arrivare... Dopo aver trascorso due anni negli Stati Uniti, Step (Riccardo Scamarcio) torna a Roma per affrontare tutto quello che aveva cercato di gettarsi alle spalle: il dolore per l'amico che non c'è più, il difficile rapporto con la madre, un futuro "da grande" tutto da inventare e l'ingombrante etichetta di "mito" con cui fare i conti. Molte cose sono cambiate e l'incontro con la travolgente ed irresistibile Gin (Laura Chiatti) catapulterà Step verso emozioni e sensazioni che credeva d'aver provato solo per Babi (Katy Louise Saunders), il primo grande amore il cui ricordo, però, non si è mai spento... Riuscirà Gin a prendere il posto di Babi nel cuore di Step?"

fonte: Dg Image

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03-10-2006


"Mio fratello è figlio unico"

Stanno per iniziare le riprese del film di Daniele Lucchetti, "Mio fratello è figlio unico": storia di due fratelli, interpretati da Riccardo Scamarcio ed Elio Germano, ambientata tra il 1963 e il 1975, negli anni dei grandi cambiamenti, della contestazione”. Tra gli altri interpreti Angela Finocchiaro e probabilmente anche Luza Zingaretti. Produzione Cattleya.

16-03-2006


Scamarcio torna... tre metri sopra al cielo
Confermata la presenza di Riccardo nel sequel del film

Riccardo Sacamarcio attualmente impegnato nelle riprese della fiction La Freccia Nera con Martina Stella , e' pronto a tornare sul set per interpretare di nuovo Step : stanno infatti per iniziare le riprese del sequel del film cult che ha appassionato i giovanissimi di tutta Italia e non solo.
Alla regia sempre Luca Lucini mentre la sceneggiatura e' affidata a Federico Moccia , autore, oltre che dell'omonimo libro, anche del suo seguito letterario ( Ho Voglia Di Te ).

Insieme all'affascinante Riccardo , confermata anche la presenza di Kathy Saunders nel ruolo di Babi , per una storia d'amore che fa sognare. tre metri sopra al cielo!

10-3-2006

Scamarcio: Shooting Star italiana
Riccardo Scamarcio è l'attore italiano scelto per Shooting Star 2006, l'evento speciale all'interno della vetrina berlinese che offrirà visibilità a 20 giovani attori emergenti europei nell'ambito del festival.

La manifestazione, organizzata dall' European Film Promotion, è coordinata per la partecipazione italiana da AIP - Filmitalia. Si tratta di una sorta di piattaforma di tre giorni dedicata al lancio dei giovani attori emergenti proposti dai vari paesi europei, sulla scena internazionale.

Scamarcio ha esordito nel 2003 con Tre metri sopra il cielo di Luca Lucini, con cui ha vinto il Globo d'Oro come miglior attore esordiente. Tra gli altri suoi lavori La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana (Altadis Award, "Un Certain Regard" Cannes 2003), Ora o mai più di Lucio Pellegrini (in concorso a Locarno 2003), Texas di Fausto Paravidino (Premio Pasinetti Venezia 2005 "Orizzonti"), L'uomo perfetto di Luca Lucini e Romanzo criminale di Michele Placido.

Nelle scorse edizioni di Shooting Stars l'Italia ha partecipato con Maya Sansa, Stefano Accorsi, Fabrizio Gifuni, Filippo Nigro, Libero De Rienzo e Giorgio Pasotti.


"La Freccia Nera"
Serie televisiva in 6 puntate per Mediaset. Con Martina Stella, Riccardo Scamarcio e Ennio Fantastichini. Prodotto da Rizzoli Audiovisivi.

La freccia nera, liberamente tratta dal romanzo omonimo di Robert Louis Stevenson, è un'avventurosa storia d'amore ambientata nell'Italia del XV secolo. Protagonisti sono il giovane Marco (Riccardo Scamarcio), figlio del nobile e defunto Riccardo, e la bella e coraggiosa Giovanna (Martina Stella), i cui genitori sono misteriosamente scomparsi quando lei era ancora piccola. Marco è stato adottato da Raniero di Rottenburg (Ennio Fantastichini) che, insieme al Barone di Castelrovo (Armando De Razza), guida lo schieramento dei principi fedeli all'Impero, in lotta contro i principi vescovi legati al Papato, capeggiati dall'illuminato Cusano (Miquel Herz-Kestranek), il principe-vescovo di Bressanone. Marco s'imbatte per la prima volta in Giovanna durante una battaglia. Non accorgendosi che il soldato che ha di fronte è in realtà una ragazza, la fa prigioniera: Giovanna, infatti, pur di partecipare alla battaglia per difendere Cusano, si era travestita da uomo. L'avventura che li porterà a scontrarsi e poi ad unirsi è una meravigliosa storia di crescita e di formazione: Marco e Giovanna impareranno a conoscersi e a iniziare un percorso che li porterà alla ricerca della verità nei confronti di un passato carico di menzogne. Sullo sfondo del periodo storico che vede opposti Impero e Papato, simboli di una mentalità ancora medievale il primo, e di uno spirito innovatore e umanista il secondo, Marco comincerà a crescere, scegliendo per sé un destino nuovo, che gli farà comprendere la differenza tra le scelte giuste e quelle sbagliate. Per Giovanna, invece, la lotta per difendere Cusano e il suo amore per Marco saranno l'occasione per diventare adulta, in una maturazione che la porterà ad accettare la sua femminilità, la sua completa identità di donna.



Freccia Nera, ciak a novembre
Sul set Martina Stella e Scamarcio

A novembre il borgo Medievale di Torino diventerà il set di La Freccia Nera, fiction tv per le reti Mediaset che vede come protagonisti Martina Stella e Riccardo Scamarcio. Per tutto il mese il suggestivo complesso immerso nel verde del parco del Valentino, sulla sponda del Po, tornerà ad essere un autentico villaggio del Quattrocento, con i cavalli, le carrozze, i soldati, i nobili e i popolani ad aggirarsi per i suoi viottoli e i suoi palazzi.

Il Borgo Medievale di Torino, con la sua Rocca, in realtà è stato costruito nel 1884 in occasione dell' Esposizione italiana come esempio di architettura piemontese e valdostana, e raccoglie elementi e modelli - autentici - di varie località delle due regioni. Nonostante questa artificiosità, oggi rimane comunque uno dei siti più pregevoli della metropoli subalpina, una meta irrinunciabile per turisti e visitatori.

"Ho deciso di recitare in una fiction che ha per set il Sedicesimo secolo per spiazzare tutti quelli che pensavano che avrei fatto solo pellicole di autore" ha detto Scamarcio.

Per consentire la realizzazione delle riprese la Rocca rimarrà aperta al pubblico solo nelle giornate del 6, 13 e 20 novembre dalle 9 alle 18. "La Freccia Nera" è un progetto della Tevere Film con l' appoggio della Film Commission Torino Piemonte.

 


Premio Pasinetti a Texas di Fausto Paravidino

"Texas" di Fausto Paravidino, con Fausto Paravidino, Riccardo Scamarcio, Carlo Orlando, Iris Fusetti, Alessia Bellotto, Teco Celio, Valerio Binasco e Valeria Golino, è per i giornalisti cinematografici il "Migliore Esordio sugli schermi della 62ª Mostra del Cinema di Venezia".
Per questo il Sngci (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) gli consegna venerdì 7 ottobre a Roma il Premio Francesco Pasinetti assegnato alla fine della Mostra e destinato all’opera più innovativa tra quelle, italiane, presentate sugli schermi del Lido.
E’ “un debutto all’’insegna della novità anche stilistica” si legge nella motivazione “fuori dagli schemi di una regia tradizionale”. L’appuntamento, com’è stato segnalato anche dalla Fandango di Domenico Procacci che ha prodotto il film con Medusa Film e Sky, è alle 12 all’Hotel Eden.
"Texas", che è stato presentato lo scorso 7 settembre nella sezione Orizzonti della 62. Mostra uscirà nelle sale italiane il 14 ottobre, distribuito da Medusa Film.
Il Pasinetti, riconoscimento ormai storico che i giornalisti iscritti al Sindacato, accreditati a Venezia, assegnano nei giorni della Mostra, per la qualità del film e il tema fortemente significativo per il giornalismo di tutti i tempi ha segnalato "Good night, good luck" di George Clooney e, tra i materiali filmati visti sugli schermi della Mostra, "Elio Petri. Appunti su un autore" con il quale Federico Bacci, Stefano Leone e Nicola Guarneri hanno consegnato alla vetrina dei Venice days “l’omaggio a un autore troppo a lungo dimenticato e insieme il racconto appassionato di una stagione di impegno, anche politico, che il cinema italiano ha raramente ritrovato”.

 


dal 30 settembre nei cinema
ROMANZO CRIMINALE
con Riccardo Scamarcio

Il Libanese ha un sogno: conquistare Roma. Per realizzare quest'impresa senza precedenti mette su una banda spietata ed organizzata. Le vicende della banda e dell'alternarsi dei suoi capi (il Libanese, il Freddo, il Dandi) si sviluppano nell’arco di venticinque anni, intrecciandosi in modo indissolubile con la storia oscura dell'Italia delle stragi, del terrorismo e della strategia della tensione prima, dei ruggenti anni ’80 e di Mani Pulite poi. Per tutto questo tempo, il commissario Scialoia dà la caccia alla banda, cercando contemporaneamentedi conquistare il cuore di Patrizia, la donna del Dandi.

http://www.romanzocriminale.it

 


9 settembre 2005
Venezia, assegnato anche il premio Biraghi 

Premiati ieri dal SNGCI i giovani emergenti Riccardo Scamarcio e Valeria Solarino per “Texas” 

Il Festival del Cinema di Venezia propone un nuovo premio, dedicato ai giovani attori. Il premio Guglielmo Biraghi di questa edizione è stato assegnato ai due attori emergenti Valeria Solarino e Riccardo Scamarcio. 

Ieri è stato assegnato presso il Beck’stage a Piazzale del Casinò del Lido di Venezia, dal Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani il Premio Guglielmo Biraghi, un riconoscimento che da quest’edizione sarà ospitato alla Mostra di Venezia, dedicato agli attori emergenti. Il premio di quest’anno è stato assegnato alla giovane attrice Valeria Solarino e all’emergente Riccardo Scamarcio. 
I due premiati sono due talenti già molto lanciati e riconosciuti tra i giovani protagonisti del cinema italiano. Riccardo Scamarcio, rivelatosi al grande pubblico con il ruolo di romantico innamorato in Tre metri sopra il cielo, tratto dall’omonimo romanzo e reduce dal successo di L’uomo perfetto, è al Festival con il film Texas, opera prima di Fausto Paravidino.
La venticinquenne Valeria Solarino è stata interprete fra gli altri, di Che ne sarà di noi, dell’opera indipendente Fame chimica e nel 2005, a fianco di Fabio Volo, della commedia esistenziale La febbre di Alessandro D’Alatri.

 


Festival di Venezia. Scamarcio sex symbol, Jerzy Stuhr premio Bresson 2005
Venezia, 7 settembre 2005

Riccardo Scamarcio è arrivato a Venezia per la 62esima edizione della Mostra del cinema, accolto al Lido da uno stuolo di fans ansiose di vederlo sfilare in passerella. Il giovane attore, protagonista del film "Texas" di Fausto Paravidino è diventato un sex symbol, un vero e proprio idolo per le giovanissime spettatrici della Mostra veneziana. Scamarcio racconta con ironia di essere un attore per caso: "Ho conosciuto uno psichiatra in treno che mi parlò del Centro Sperimentale. Così decisi di prendere il diploma per iscrivermi. Ho fatto quattro anni in uno e poi il quinto e finalmente mi sono iscritto".

In "Texas", una commedia che ritrae in maniera molto realistica la storia di un gruppo di ventenni nella provincia piemontese, Scamarcio fa perdere la testa alla bella Valeria Golino. L'attrice interpreta il ruolo di una donna che, stanca della debolezza e dell'apatia del marito (Valerio Binasco), si innamora di un bel ragazzo giovane e indolente (Riccardo Scamarcio appunto). "Nella mia carriera - racconta la Golino - ho deciso spesso di rischiare al fianco di giovani registi, anche al loro primo film, proprio perchè in realtà non lo considero un rischio. Se mi piace un film non ho pregiudizi rispetto all'età del regista. La prima cosa che guardo è la storia, la seconda appunto il regista e la terza il personaggio che dovrò interpretare. E con 'Texas' tutte e tre le cose mi sono andate subito a genio".

Il cardinale Scola premia Jerzy Stuhr
Sempre nell'ambito della kermesse, il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, ha conferito oggi all'attore regista polacco Jerzy Stuhr il premio Robert Bresson 2005 dell'ente dello spettacolo, giunto alla sesta edizione e organizzato sotto l'alto patronato del presidente della Repubblica, in collaborazione con Rai Cinema e Medusa Film. Il cardinale Scola è giunto per la prima volta al Lido di Venezia in occasione del Festival del cinema e ha espresso il suo punto di vista su quest'arte nel corso di un'affollata conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche il presidente della Biennale, Davide Croff, e il direttore della Mostra del cinema, Marco Muller.

"Il cinema - ha affermato il cardinale Scola - con i suoi potenti e straordinari mezzi riesce ad esprimere il travaglio in atto nell'umano, ovvero il sommovimento della sfera affettiva dell'umano. Questa trasformazione violenta e contraddittoria nei rapporti affettivi primari nella società, può essere paragonata a quella che fu l'irruzione della scienza galileiana nella società. Il cinema - ha ribadito il patriarca di Venezia - è in grado di narrare questo sconvolgimento. Lo può fare bene o lo può fare male, aiutando l'umano o involvendo l'umano. La chiesa che è appassionata dell'umano non può sottrarsi". Il cardinale Scola ha poi citato la frase di Giovanni Paolo II: "L'uomo è la via privilegiata della Chiesa".

Rivolgendosi poi al regista e attore polacco Jerzy Stuhr il patriarca ha chiosato: "Quello che ho potuto conoscere di Stuhr va nella direzione dell'umano perché aiuta a comprendere la critica di quello che ho chiamato travaglio dell'umano che non è crisi perché nel travaglio resta sempre aperta la speranza e il cinema di Stuhr è un cinema di speranza".

 


L'uomo perfetto? È sugli schermi di tutta Italia!
Luca Lucini ci racconta il suo secondo film, dopo il fortunato Tre metri sopra il cielo: una "commedia europea", che affronta con garbata ironia la crisi dei rapporti amorosi. 

"È l'uomo per me, fatto apposta per me", cantava Mina nel 1964, quaranta più uno anni dopo Luca Lucini confeziona "l'uomo apposta" per lo schermo. Bohémien come Rodolfo, flàneur come un milanese di fine Ottocento, l'uomo perfetto esiste: canta Mango e intona Puccini. Parola dello stesso Lucini, che ha presentato a Roma il suo secondo lungometraggio, L'uomo perfetto.

Perché definisci il tuo film una "commedia europea"?
Il senso della definizione è che sono partito dalla commedia all'italiana dandogli poi un maggiore respiro, un respiro più internazionale, dei canoni estetici più moderni, scegliendo ad esempio di ambientarla a Milano, accompagnandola con la colonna sonora di David Rhodes (il chitarrista di Peter Gabriel) e molto altro. Tutte queste cose alla fine conferiscono al film un'atmosfera davvero particolare. 
Qual è il tema centrale de L'uomo perfetto?
È una commedia brillante che si sviluppa attorno a un divertente intreccio d'amore, non privo di equivoci. Il mio film è tecnicamente il remake di un film spagnolo fortemente personalizzato e ri-ambientato in fase di sceneggiatura dagli sceneggiatori Lucia Moisio e Marco Ponti. Abbiamo portato sullo schermo una storia contemporanea, un momento di grande cambiamento nel rapporto uomo-donna. Una volta la motrice del sentimento era la passione, adesso è qualcosa di più razionale che probabilmente lascia insoddisfatti. È un momento di confusione. Ho raccontato un interessante momento storico senza alcuna pretesa sociologica e indipendentemente dalle trasformazioni che ci saranno nel futuro del rapporto uomo-donna.
Perché Milano?
Perché Milano è internazionale, è molto europea ma poco utilizzata dal cinema. Milano è una città che trovo interessante e originale proprio nell'analisi dei rapporti umani.
Sono stato piuttosto attento a non cadere nei luoghi comuni sugli yuppies e sulla "Milano da bere". Essendo nato e vissuto a Milano, avendo poi lavorato in pubblicità, ho descritto quest'ambiente com'è realmente, conferendogli tutti quei connotati che conosco. Diciamo che ho affrancato Milano dagli accenti esagerati e dai luoghi comuni coi quali troppo spesso è stata raccontata e caratterizzata da "non milanesi".
Qualche battuta sugli attori.
Con Riccardo Scamarcio avevo già lavorato in Tre metri sopra il cielo, si può quindi dire che siamo nati artisticamente insieme e dentro quella bella esperienza, mi è venuto naturale continuare a collaborare. Avevo già in mente Francesca Inaudi da molto tempo, il successo di Dopo Mezzanotte me ne ha dato la conferma.
Invece per i ruoli di Maria e Paolo abbiamo fatto diversi provini fino a trovare Gabriella Pession e Giampaolo Morelli. Tutti loro, compresi gli attori secondari - esattamente come accade nelle commedie americane - hanno saputo metabolizzare i loro personaggi fino trovare una loro specializzazione. Ho chiesto loro di modellare la parte su di sé, diventandone i soli possibili interpreti al mondo. Hanno saputo trovare un tono mantenendosi poi in equilibrio dentro quel tono.


Le mani in faccia, di Daniele Basilio

Le mani in faccia
La SNC e i suoi figliocci
giovedì 29 luglio 2004
di Raffaele Monti

Le mani in faccia, ossia quando una bella storia, ideale per un cortometraggio di una certa profondità, è rovinata dall’insufficienza degli interpreti.
Francesco (Riccardo Scamarcio) abbandona la propria casa dopo l’ennesima lite con il padre (Sabino Manzari), e decide di lavorare illegalmente per una persona speciale (Luigi Diberti) che ha segnato la sua vita.

Le mani in faccia è uno dei sei cortometraggi prodotti dall’ambitissimo Centro Sperimentale di Cinematografia-SNC e realizzati dai diplomati del 2003, e quindi anche uno dei Sei pezzi facili, sfortunato film a sei episodi distribuito la scorsa stagione nelle sale cinematografiche italiane.
Lasciando per un attimo in disparte il fattore recitazione, il giovane Daniele Basilio dimostra una certa confidenzialità sia con il gioco di luci sia con la posizione della macchina da presa, e ciò è un buon punto di partenza per una prospettiva carriera futura.
Il forte neo di Le mani in faccia risiede nelle interpretazioni, che annullano uno script interessantissimo per sensibilità e introspezione psicologica di più personaggi. Specialmente quelle del gruppo dei giovinastri pugliesi allo sbando sono difficili da digerire: tutte artificiose ad eccezione di quella di Riccardo Scamarcio (già opaco sex-symbol dello scult Tre metri sopra il cielo) che è ancora più intollerabile perché appare incerta e passiva, assolutamente fuori luogo per un personaggio caparbio a cui non può bastare una prestanza cinegenica, ovvero l’unica cosa che lo Scamarcio pare poter garantire. Se queste sono le giovani leve della rinomata SNC, allora c’è un urgente bisogno di controllo e rifondazione ai vertici di chi sceglie i pochi attori all’anno per la scuola. Incredibilmente irrilevante anche l’interpretazione di Sabino Manzari, mentre persino il grande Luigi Diberti (Amorfù) non sembra totalmente convinto di ciò che sta girando. Un esempio su tutti è lo sguardo finale tra il padre e il nonno in chiusa di film: insostanzioso, vacuo e inefficace, quando sarebbe potuto essere un colpo di coda degno dei migliori mélo.
Inoltre, degno di nota un felice montaggio di natura classica.
Le mani in faccia è l’unico cortometraggio di bassa fattura della sezione Y Generation del concorso di Giffoni Film Festival 2004, quasi a far riflettere su un possibile patriottismo nella scelta da parte degli organizzatori, spronati da una giuria composta da ragazzi soprattutto italiani, che infatti hanno decretato l’immeritato successo dell’altro cortometraggio Il corridoio nella sezione di concorso Free to Fly.

 

 









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